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Il Santuario2019-01-11T17:49:33+00:00

Tra i più importanti santuari dedicati a san Giuseppe, si evidenzia in Italia quello di San Giuseppe Vesuviano. E’ ubicato nella città metropolitana di Napoli, a oriente del Vesuvio e del monte Somma, a 10 km da Pompei e da Madonna dell’arco. 

Facciata

La bianca facciata monumentale, in stile neoclassico, è un vero gioiello. Realizzata nel 1926 dall’arch. Guglielmo Raimondi, elegante e slanciata fino a oltre 30 mt. d’altezza, presenta al culmine la statua di San Giuseppe che, con piglio forte e risoluto porta il bambino Gesù. Ai lati sono installate le statue dei santi Gioacchino ed Anna (anello di congiunzione con l’incarnazione di Cristo); i promotori della figura di san Giuseppe S. Bernardino da Siena (dono di Bartolo Longo) e S. Teresa d’Avila. I santi vescovi della Chiesa campana:  a sinistra S. Gennaro (patrono di Napoli, nell’atto di difendere dalle eruzioni del Vesuvio) e a destra S. Paolino (di Nola, con mano benedicente). Nel grande timpano sotto il cornicione è l’altorilievo della fuga in Egitto: S. Giuseppe e I’angelo proteggono Gesù e Maria in viaggio verso l’esilio. Tra colossali colonne di granito gli Arcangeli: a sinistra, è raffigurato nella nicchia S. Michele che vince il serpente infernale; a destra, parallelamente S. Gabriele che annuncia il Salvatore. Al centro, sotto I’arco trionfale e tra quattro eleganti colonne grigie, è situato il gruppo marmoreo delle nozze tra Maria e Giuseppe, di evidente influsso rinascimentale ispirato a Raffaello. Più sotto è scolpito in latino: “con le offerte raccolte in tutto il mondo, il sacerdote Giuseppe Ambrosio costruì questo tempio”. Ai lati della scala d’ingresso ci sono due pregevoli lampioni di bronzo con originali bassorilievi.

Interno

E’ a croce latina su un’area di 1500 mq e a tre navate, lunghe 46 mt. Il progetto primitivo, della fine del 1800, è di Francesco Foschini. Innalzate nel 1905, 14 colonne monolitiche in granito di Baveno, sormontate da ricchi capitelli in stile corinzio e marmo bianco di Carrara, suddividono elegantemente, le navate con ampi archi. La volta è a botte, con vele che partono dalle belle finestre poste sul cornicione. Le navate laterali sono coperte da una serie di 8 graziose cupolette. Le decorazioni a stucco, che fanno risaltare l’arditezza e la bellezza architettonica del tempio, sono opera di Gaetano Cappa (1929).

Al centro svetta a 50 mt d’altezza la cupola, col tamburo di 10 mt di diametro, completata nel 1908. Sulle vele della cupola sono dipinti i 4 evangelisti con i simboli tradizionali: Matteo e I’angelo, Marco e il leone, Luca e il toro, Giovanni e I’aquila. Al finestrone della facciata interna c’è una moderna vetrata policroma, rappresentante S. Giuseppe che scende dal cielo nel suo santuario portando Gesù. Sull’entrata principale si trova il coro con I’organo polifonico a 2000 canne.

A destra dell’ingresso è esposta la lapide con le spoglie mortali di padre Gino Ceschelli, parroco giuseppino trucidato dai nazisti il 23/9/1943 per aver difeso la popolazione ed essersi opposto alle loro rappresaglie durante la guerra. I banchi sono opera artigianale dei “figli dei carcerati” assistiti negli istituti pompeiani. Il pavimento è in marmi policromi ad intarsio.

Altare

Nel presbiterio,davanti ad una graziosa balaustra marmorea, si erge imponente l’altare maggiore con il Trono di San Giuseppe. E’. capolavoro dell’arch. Mariano Iervolino, consacrato nel l955, arricchito da una sorprendente varietà di marmi preziosi. Preceduto da due angioletti che porgono fiori e frutta, c’è il baldacchino sorretto da 4 colonne con il delicato arco musivo che accoglie la venerata statua di san Giuseppe, scolpita in legno nel 1894 dall’artista napoletano Raffaele Della Campa: particolarmente espressiva, presenta il Patrono che incamminandosi sembra venire incontro al suo popolo, tenendo in braccio Gesù che a sua volta si stringe a lui con gesto affettuoso. L’altare, dove si celebra I’Eucaristia è splendido con i mosaici in smalto e oro raffiguranti decorazioni ornamentali, putti, colombe e cervi in cerca dell’acqua. Nella pala del paliotto si rappresenta Cristo, Agnello mansueto che toglie i peccati del mondo e disseta l’umanità. Sul retro è suggestivo l’altare dedicato alla Madonna Assunta in cielo.

Abside

Alla parete di fondo è da ammirare una tela di valore del pittore napoletano Angelo Mozzillo che l’ha eseguito nel 1784: l’originale soggetto presenta la gloria di S. Giuseppe che viene incoronato in paradiso. Riccamente decorata è la volta, con al centro la colomba, simbolo dello Spirito Santo, e nelle vele tanti voli di angeli festanti e musicanti, dipinti insieme a quelli del transetto da Vincenzo Galloppi negli anni ‘30. Tutte le altre pitture (degli anni ‘80), sono opera notevole di Pietro Fàvaro. Nei medaglioni dell’abside sono simboleggiate le tre virtù teologali: la carità (la tenerezza della madre, la sollecitudine verso i piccoli), la fede (il velo da cui si intravede il mistero della croce e dell’eucaristia) e la speranza (con l’àncora la fiducia di giungere salvi al porto sospirato). Intorno al Trono, in curioso rilievo dalle nicchie, si affacciano le figure dell’antico Giuseppe (che anticipa il ruolo dello sposo di Maria), del re Davide (alla cui discendenza e quindi a S. Giuseppe è promesso il Messia), del papa Pio IX (che ha proclamato il nostro santo patrono di tutta la Chiesa) e di san Giovanni XXIII (grande devoto del santo).

Transetto

A DESTRA c’è la cappella del Sacro Cuore di Gesù. Sulla parete grande campeggia il dipinto (di 26 mq) rappresentante la morte di San Giuseppe, confortato da Gesù divenuto adulto e dalla moglie Maria: è un quadro di intensa commozione e invidiabile serenità, il santo è ancora nella sua bottega di carpentiere ma già gli si apre il Paradiso con l’accoglienza del Padre celeste e degli angeli, da qui il suo patrocinio sulla buona morte. Nel tondo inferiore è raffigurato sant’Andrea Bessette (fondatore del santuario di San Giuseppe a Montréal – Canada). In alto la vetrata rappresenta l’annunciazione dell’angelo a san Giuseppe.

A SINISTRA c’è la cappella della Madonna, con la statua dell’Immacolata, opera del ‘700 napoletano: incoronata Regina, pare invitare a rivolgersi al suo sposo verso l’altare. Sulla parete risalta il grande affresco riguardante lo sposalizio di san Giuseppe con la Madonna: I’originalità della composizione riproduce, come storicamente avveniva, il momento in cui lo sposo introduce in casa la sposa, all’ora del tramonto, nella gioia dei parenti e dei vicini, con le ragazze vestite a festa che portano le lampade accese: è un quadro di eccezionale bellezza, un inno memorabile all’amore e alla famiglia. Il tondo inferiore raffigura il venerabile p. Eugenio Reffo (cofondatore dei Giuseppini). La vetrata presenta la scena della Natività con Maria e Giuseppe.

Le Navate

A DESTRA, all’ingresso è situata in una nicchia la statua di S. Francesco d’Assisi. Nella prima cappella è l’artistica tomba del fondatore del santuario mons. Giuseppe Ambrosio. La seconda è dedicata alla Beata Vergine del Rosario di Pompei, ai cui piedi sono raffigurati don Peppino, Bartolo Longo e S. Giuseppe Moscati. Particolarmente vivace nella terza cappella è il dipinto che narra il martirio di S. Lucia. A San Leonardo Murialdo (Torino 1828/1900), alla sua devozione a S. Giuseppe Vesuviano è dedicata la quarta cappella: vi si notano i volti delle prime suore Murialdine che qui hanno ottenuto I’approvazione diocesana, quelli di p. Alteo Iacopini, p. Girolamo Apolloni, p. Gino Ceschelli e l’autoritratto del pittore Favaro.

A SINISTRA, all’ingresso è la statua di S. Anna, pregevole opera del barocco napoletano settecentesco. Nella prima cappella è il battistero, con il fonte battesimale del 1684 e il quadro del battesimo di Gesù. La seconda è dedicata a S. Antonio di Padova. Nella terza si presenta l’esperienza mistica di S. Rita da Cascia. Tutta da meditare è la quarta cappella con Gesù crocifisso e Maria Addolorata, sullo sfondo di Gerusalemme e del Padre eterno. Resta da aggiungere la serie dei quadri originali rappresentanti le 14 stazioni della “Via crucis”, sistemate ai lati delle cappelle e completate da quelle sull’agonia nel Getsemani e la risurrezione di Cristo.

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